Le scarne notizie, poche ma significative a onor del vero, sino a noi giunte per ciò che concerne le epoche più remote del passato di Castello Brianza permettono, tuttavia, di delineare un quadro storico di estremo interesse. E’ perciò auspicabile che in futuro si possa ampliare lo spettro della ricerca non solo con l’ausilio di un sondaggio sistematico delle fonti documentarie presso gli Archivi di Stato di Milano, di Como, della Curia Arcivescovile, comunali e parrocchiali ma avvalendosi altresì di un’indagine condotta su più fronti disciplinari (archeologico, architettonico, artistico ed etnografico).
L’età medievale
Il Comune di Castello Brianza prende il nome dall’antica fortificazione posta un tempo sul colle denominato Brianzola (dalla voce celtica Brig con il significato di piccola altura) e per molte generazioni identificato come il castello residenza della regina longobarda Teodolinda, il cui ricordo, dimostrazione forse di un significativo sviluppo altomedievale del territorio, appare diffusissimo in Brianza.
Tale fortificazione, collocata in un luogo fortemente strategico poiché inserita nel complesso sistema fortificato del Monte di Brianza a controllo del sistema viario locale, ben testimonia un’origine remota delle dinamiche di popolamento, suffragata, tra l’altro, da una serie di reliquie toponomastiche facilmente ascrivibili all’età tardoantica (ovvero Cologna, Prestabio e Stazona) .
Poche sono le tracce materiali del castello ancora oggi riscontrabili sul colle ove un tempo era possibile dominare ed esercitare ogni sorta di diritto sul territorio ciscostante ma qualche indizio in più consente di legare il nome di questo antico maniero alla famiglia nobile dei Lacanalle, originaria forse di Civate, attestata nel 1408 dal notaio Berto praticante la sua professione proprio nel castello medesimo.
Longoni, sulla base di un prezioso inventario di beni della famiglia de Anono del 1390, ha recentemente ipotizzato una ricostruzione dei contorni di tale fortificazione collocando in essa anche la cappella dedicata a Santa Margherita registrata da Goffredo da Bussero sul finire del secolo XIII .
Anche la chiesa di San Lorenzo in Brianzola si delinea altrettanto singolare testimone di un passato non meno bisognoso di approfondimenti. Della sua antichità (e delle fattezze gotiche) ne fu già consapevole padre Leonetto Chiavone, l’emissario di San Carlo che visito la chiesa nel 1567 in occasione della visita pastorale.
Ma l’aspetto più interessante è quello che la vede tale edificio chiesastico legato alla storia del monastero femminile benedettino (nella sua fase decadente appartenente forse agli Umiliati e poi soppresso nel 1470) al quale era annesso già dal secolo XIII, stando sempre a quanto riferito da Goffredo da Bussero. Una pergamena dell’anno 1136 , sempre segnalata da Longoni, permette però di retrodatare ulteriormente la presenza del cenobio a Brianzola al secolo XII e di intravedere proprio in quell’epoca il periodo di massima prosperità. Anche la comunità "civile" di Brianzola, per lo più dedita ai mulini situati in Valsorda, aveva comunque mostrato una certa vitalità: una vertenza intercorsa nel 1245 fra il Comune di Brianzola e quello di Milano (che aveva intimato il pagamento ai Brianzollesi di 9 lire e 8 soldi e rivalendosi perciò su di essi) dimostra infatti una certa autonomia della comunità di Brianzola, indubbiamente molto precoce rispetto ad analoghi comuni rurali. E che dire dei numerosi nonchè illustri esponenti qui dicuntur de Brianzolla rintracciabili a Milano grazie alla documentazione cittadina del secolo XIII?
Come ci attestano gli Statuti delle strade del 1348 , anche Cologna fu nel medioevo un comune indipendente e di antica origine; ma anche i nuclei di Prestabio ed Inelone vengono già citati nella prima metà del secolo XIII a testimonianza di un antico popolamento non solo delle alture ma anche dell’avvallamento. E insieme ai mulini anche le fornaci risultavano molto diffuse, come la toponomastica ben ci attesta.
Da segalare la vicenda della chiesetta dei santi Donato e Carpoforo, citata per la prima volta in una permuta del 1358, dipendente dalla parrocchiale di Brianza alla quale era tenuta a versare le decime.
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Comune di Brianzola
Sec. XIV - 1757
Comune del Monte di Brianza, appartenne alla pieve di Missaglia. Negli statuti delle strade e delle acque del contado di Milano era compreso, nella pieve di Missaglia, come "el locho da Brianzola con la vicinanza" (compartizione delle fagie 1346). Nel 1411, con la conferma delle immunità ed esenzioni ai ghibellini "Montis Brianzie partium nostrarum Martexane superioris" concesse già da Bernabò Visconti, e nell’atto di giuramento prestato il 10 luglio 1412 al duca di Milano Filippo Maria Visconti, venivano nominati "omnia communia Montisbriantie contrate Martesane", tra cui Brianzola (Beretta 1972). Negli estimi del ducato di Milano del 1558 e nei successivi aggiornamenti fino al XVII secolo, Brianzola risulta elencata tra le comunità della pieve di Missaglia (estimo di Carlo V). In un prospetto comprendente tutte "le terre del ducato di Milano et altre con esse tassate per le stara di sale", risalente al 1572, era compresa anche Brianzola. Dalle risposte fornite nel 1751 ai 45 quesiti della real giunta del censimento , si desume che a quel tempo la comunità di Brianzola con Caraverio e Boffalora con Beverina, compresa nella pieve di Missaglia - già parte con Casirago del feudo di Cremella devoluto per l’estinzione dei marchesi Giussani (Casanova 1904) - era infeudata al conte Ambrogio Nava, al quale nulla contribuiva. Non vi risiedeva iusdicente nè regio nè feudale; lo iusdicente feudale non esigeva onorario nè salario; di consueto la giustizia restava amministrata dal vicario della Martesana, presso la cui banca criminale prestava il console il suo annuale giuramento, pagando all’attuario soldi 18.3. Per quanto riguarda gli organi e gli aspetti della vita amministrativa, la comunità, che aveva allora 268 abitanti, aveva un sindaco o cancelliere e nessun altro ufficiale, eletto in pubblica piazza a suono di campana (con un salario di lire 11 annue), che si mutava "secondo le circostanze dei casi" l’esattore si eleggeva in pubblica piazza all’incanto (risposte ai 45 quesiti, Brianzola). Con la compartimentazione territoriale che seguì la riforma del governo dello stato di Milano del dicembre 1755, preceduta da una politica di aggregazione dei comuni delineata nel 1726 (stime dei territori 1726) e ancora nel 1753 (indice pievi 1753), a Brianzola fu aggregato Inseraga.
1757 - 1797
Nel compartimento territoriale dello stato di Milano (editto 10 giugno 1757), il comune di Brianzola con Boffalora e Inseraga apparteneva alla pieve di Missaglia, compresa nel ducato di Milano. Nel 1771 il totale degli abitanti di Brianzola, conteggiati in base alla giurisdizione parrocchiale, era di 603 unità (statistica delle anime 1771). In base al compartimento territoriale della Lombardia austriaca (editto 26 settembre 1786), il comune di Brianzola con Boffalora e Inseraga, nella pieve di Missaglia, era inserito nella provincia di Milano. Nel 1791 Brianzola risultava inserita nella porzione della pieve di Missaglia che costituiva, unitamente alla pieve di Brivio, il distretto IX di Brivio della provincia di Milano (compartimento 1791).
1798 - 1809
Il comune di Brianzola con Boffalora e Inseraga, in forza della ripartizione del dipartimento della Montagna (legge 5 fiorile anno VI), fu compreso nel distretto V dei Laghi con capoluogo Oggiono.
In base alla divisione del dipartimento del Serio (legge 5 vendemmiale anno VII), il comune di Brianzola e uniti fu inserito nel distretto II dell’Adda, ossia di Brivio.
Nel nuovo piano di distrettuazione provvisoria del dipartimento del Lario, in esecuzione del decreto 14 novembre 1802, il comune di Brianzola venne ricollocato nel IX distretto ex milanese con capoluogo Santa Maria Hoè (quadro dei distretti 1802), nel quale fu confermato, come comune di III classe con 344 abitanti, nel 1803 (elenco dei comuni 1803). Con l’organizzazione del dipartimento del Lario nel regno d’Italia (decreto 8 giugno 1805), il comune di Brianzola con Boffalora e Inseraga venne ad appartenere al cantone VI di Santa Maria Hoè del distretto IV di Lecco: comune di III classe, contava 739 abitanti.
A seguito dell’aggregazione dei comuni del dipartimento del Lario (decreto 4 novembre 1809), Brianzola e uniti figurava, con 313 abitanti, comune aggregato al comune denominativo di Nava, nel cantone V di Merate del distretto IV di Lecco;fu confermato frazione di Nava con il successivo compartimento territoriale del dipartimento del Lario (decreto 30 luglio 1812).
1816 - 1859
Con l’attivazione dei comuni della provincia di Como, in base alla compartimentazione territoriale del regno lombardo-veneto (notificazione 12 febbraio 1816), il comune di Brianzola con Boffalora e Inseraga fu inserito nel distretto XXIV di Brivio. Brianzola con Boffalora e Inseraga, comune con convocato, fu confermato nel distretto XXIV di Brivio in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde (notificazione 1 luglio 1844). Nel 1853 (notificazione 23 giugno 1853), Brianzola con le frazioni Boffalora e Insiraga, comune con convocato generale e con una popolazione di 552 abitanti, fu inserito nel distretto XII di Brivio.
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Comune di Cologna
Sec. XIV - 1757
Comune del Monte di Brianza, appartenne alla pieve di Missaglia. Negli statuti delle strade e delle acque del contado di Milano era compreso, nella pieve di Missaglia, come “el locho da Colognia” (compartizione delle fagie 1346).
Nel 1411, con la conferma delle immunità ed esenzioni ai ghibellini “Montis Brianzie partium nostrarum Martexane superioris” concesse già da Bernabò Visconti, e nell’atto di giuramento prestato il 10 luglio 1412 al duca di Milano Filippo Maria Visconti, venivano nominati “omnia communia Montisbriantie contrate Martesane”, tra cui Cologna (Beretta 1972).
Negli estimi del ducato di Milano del 1558 e nei successivi aggiornamenti fino al XVII secolo, Cologna risulta elencata tra le comunità della pieve di Missaglia (estimo di Carlo V). In un prospetto comprendente tutte “le terre del ducato di Milano et altre con esse tassate per le stara di sale”, risalente al 1572, era compresa anche Collonia (Cologna). Dalle risposte fornite nel 1751 ai 45 quesiti della real giunta del censimento, si desume che a quel tempo la comunità di Cologna, compresa nella pieve di Missaglia - già parte del feudo di Cremella devoluto per l’estinzione dei marchesi Giussani, poi di quello di Viganò (Casanova 1904) - era infeudata a don Angelo Manzone, al quale nulla contribuiva. Non vi risiedeva iusdicente né regio né feudale, lo iusdicente feudale non esigeva né onorario né salario; di consueto la giustizia restava amministrata dal vicario della Martesana, presso la cui banca criminale prestava il console il suo annuale giuramento, pagando all’attuario soldi 18.3. Per quanto riguarda gli organi e gli aspetti della vita amministrativa, la comunità, che aveva allora 162 abitanti, aveva solo un sindaco, eletto in piazza a suono di campana; il sindaco era anche cancelliere, risiedeva in Cologna e teneva nota di tutti i riparti nella sua casa, con salario annuo di lire 7; l’esattore si eleggeva in pubblica piazza previo suono della campana (risposte ai 45 quesiti, Cologna). Con la compartimentazione territoriale che seguì la riforma del governo dello stato di Milano del dicembre 1755, preceduta da una politica di aggregazione dei comuni deli-neata già nel 1753 (indice pievi 1753), a Cologna fu aggregato Prestabbio.
1757 - 1797
Nel compartimento territoriale dello stato di Milano (editto 10 giugno 1757), il comune di Cologna con Prestabio e Cassina Taveggia apparteneva alla pieve di Missaglia, compresa nel ducato di Milano. In base al compartimento territoriale della Lombardia austriaca (editto 26 settembre 1786), il comune di Cologna con Prestabio e Cassina Taveggia, nella pieve di Missaglia, era inserito nella provincia di Milano.
Nel 1791 Cologna risultava inserita nella porzione della pieve di Missaglia che costituiva, unitamente alla pieve di Brivio, il distretto IX di Brivio della provincia di Milano (compartimento 1791).
1798 - 1809
Il comune di Cologna con Prestabbio e Cassina Taveggia, in forza della ripartizione del dipartimento della Montagna (legge 5 fiorile anno VI), fu compreso nel distretto V dei Laghi con capoluogo Oggiono. In base alla divisione del dipartimento del Serio (legge 5 vendemmiale anno VII), il comune di Cologna e uniti fu inserito nel distretto II dell’Adda, ossia di Brivio. Nell’assetto definitivo della repubblica cisalpina, determinato nel maggio del 1801 (legge 23 fiorile anno IX), Cologna e uniti era uno dei comuni che costituivano il distretto IV di Lecco del dipartimento del Lario.
Nel nuovo piano di distrettuazione provvisoria del dipartimento del Lario, in esecuzione del decreto 14 novembre 1802, il comune di Cologna venne ricollocato nel IX distretto ex milanese con capoluogo Santa Maria Hoè (quadro dei distretti 1802), nel quale fu confermato, come comune di III classe con 322 abitanti, nel 1803 (elenco dei comuni 1803). Con l’organizzazione del dipartimento del Lario nel regno d’Italia (decreto 8 giugno 1805), il comune di Cologna con Prestabbio e Cassina Taveggia venne ad appartenere al cantone VI di Santa Maria Hoè del distretto IV di Lecco: comune di III classe, contava 322 abitanti.
A seguito dell’aggregazione dei comuni del dipartimento del Lario (decreto 4 novembre 1809), Cologna e uniti figurava, con 298 abitanti, comune aggregato al comune denominativo di Santa Maria Hoè, nel cantone V di Merate del distretto IV di Lecco; fu confermato frazione di Santa Maria Hoè con il successivo compartimento territoriale del dipartimento del Lario (decreto 30 luglio 1812).
1816 - 1859
Con l’attivazione dei comuni della provincia di Como, in base alla compartimentazione territoriale del regno lombardo-veneto (notificazione 12 febbraio 1816), il comune di Cologna con Prestabbio e Cassina Taveggia fu inserito nel distretto XXIV di Brivio.
Cologna con Prestabbio e Cassina Taveggia, comune con convocato, fu confermato nel distretto XXIV di Brivio in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde (notificazione 1 luglio 1844). Nel 1853 (notificazione 23 giugno 1853), Cologna con le frazioni Prestabbio e Cassina Taveggia, comune con convocato generale e con una popolazione di 474 abitanti, fu inserito nel distretto XII di Brivio.
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Comune di Beverina
Sec. XV - sec. XVI
Nel 1411, con la conferma delle immunità ed esenzioni ai ghibellini “Montis Brianzie partium nostrarum Martexane superioris” concesse già da Bernabò Visconti, e nell’atto di giuramento prestato il 10 luglio 1412 al duca di Milano Filippo Maria Visconti, venivano nominati “omnia communia Montisbriantie contrate Martesane”, tra cui Beverina (Beretta 1972).
Negli estimi del ducato di Milano del 1558, Cassina Beverina risulta elencata tra le comunità della pieve di Mis-saglia (estimo di Carlo V). In un prospetto comprendente tutte “le terre del ducato di Milano et altre con esse tassate per le stara di sale”, risalente al 1572, era compresa anche Cassina Beverina.
Nella notificazione del personale del ducato di Milano (compartimento 1751), Beverina è elencata tra i cassinaggi del comune di Brianzola, nella pieve di Missaglia.
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Comune di Carverio
Sec. XVI
Negli estimi del ducato di Milano del 1558, Caraverio risulta elencata tra le comunità della pieve di Missaglia (estimo di Carlo V).
In un prospetto comprendente tutte le terre del ducato di Milano risalente al 1572, Caraverio figurava con un proprio perticato nel territorio della pieve, pur non avendo at-tribuita una quota “de sale”.
Nella notificazione del personale del ducato di Milano (compartimento 1751), Caraverio era elencato come cassi-naggio del comune di Brianzola, nella pieve di Missaglia.
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Comune di Inseraga
Sec. XIV - sec. XVIII
Negli statuti delle strade e delle acque del contado di Milano era compreso, nella pieve di Missaglia, come “el locho da Siraga” (compartizione delle fagie 1346).
Nel XVIII secolo, le due cassine dette Inseraga e Deserto concorrevano a comporre il comune di Bernaga (processi delle tavole d’estimo, pieve di Missaglia).
Nella notificazione del personale fatta nel corso del 1751 per tutto il ducato di Milano (compartimento 1751), Insiraga era elencato tra i comuni sotto la pieve di Missaglia ed aveva unito il cassinaggio di Molino. Nel compartimento territoriale dello stato di Milano (editto 10 giugno 1757), Inseraga figura aggregato al comune di Brianzola, nella pieve di Missaglia, compresa nel ducato di Milano.
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Comune di Prestabbio
Sec. XV - 1757
Comune del Monte di Brianza, appartenne alla pieve di Missaglia. Nel 1411, con la conferma delle immunità ed esenzioni ai ghibellini “Montis Brianzie partium nostrarum Martexane superioris” concesse già da Bernabò Visconti, e nell’atto di giuramento prestato il 10 luglio 1412 al duca di Milano Filippo Maria Visconti, venivano nominati “omnia communia Montisbriantie contrate Martesane”, tra cui Prestabio (Beretta 1972). Negli estimi del ducato di Milano del 1558 e nei successivi aggiornamenti fino al XVII secolo, Prestabbio risulta elencata tra le comunità della pieve di Missaglia (estimo di Carlo V). In un prospetto comprendente tutte “le terre del ducato di Milano et altre con esse tassate per le stara di sale”, risalente al 1572, era compresa anche Cassina de Brestabio (Prestabbio).
Dalle risposte fornite nel 1751 ai 45 quesiti della real giunta del censimento , si desume che a quel tempo la comunità di Prestabbio e Cassina Taeggia, compresa nella pieve di Missaglia, non era infeudata. Di consueto la giustizia restava amministrata dal vicario della Martesana, presso la cui banca criminale prestava il console il suo annuale giuramento, pagando all’attuario soldi 13.3.
Per quanto riguarda gli organi e gli aspetti della vita amministrativa, la comunità, che aveva allora 56 abitanti, non aveva consiglio né generale né particolare, ma veniva regolata da un cancelliere e dal console, e dagli uomini della comunità, essendo però obbligati a riferire “di tutte le occorrenze” il primo estimato.
La comunità di Prestabbio aveva un cancelliere, abitante a Monticello, a cui restava destinata la cura dei riparti e confessi ritirati dall’esattore, con un salario di lire 10 annue più straordinari, non esistendo stanza per archivio “per non avere altre scritture attinenti la comunità”; l’esattore veniva eletto in piazza previa esposizione di cedole “senza suono di campana” (risposte ai 45 quesiti, Prestabbio).
Nel compartimento territoriale dello stato di Milano (editto 10 giugno 1757), Prestabbio figura aggregato al comune di Cologna, nella pieve di Missaglia, compresa nel ducato di Milano.
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